


Di Acqua e di Terra
Un racconto di un bene prezioso per il territorio Biellese: dalla fonte alla pianura.
Un racconto di un bene prezioso per il territorio Biellese: dalla fonte alla pianura.
"L’incipit del nuovo lavoro di Silvano Pupella è dominato dal linguaggio astratto, altresì da immagini a tratti pittoriche che, pur escludendo la presenza dell’uomo dalla composizione, chiedono a gran voce di essere guardate non solo con gli occhi, ma soprattutto con il cuore. L’acqua per il fotografo rappresenta una perfetta metafora dell’esistenza.
La componente fluida che la contraddistingue e che la spinge a modellare i confini di ciò che incontra durante il suo sinuoso percorso, per lui può essere paragonata a quei meccanismi di erosione temporale che scandiscono la nostra evoluzione. L’acqua, proprio come il tempo, compie spostamenti a volte impercettibili, a volte consistenti, modifica la fisionomia della Terra, e in qualche maniera persino quella del tessuto sociale.
Ed è proprio su questa analogia che si struttura l’ultima missione fotografica di Pupella: un ispirato pellegrinaggio lungo i corsi fluviali della provincia biellese.
Parliamo di un’esperienza fisica e viscerale, mossa da un’intenzionalità di stampo socio-antropologico.
La fotografia diventa così un ponte che connette industria, acqua e territorio, con un intreccio visivo originale e autoriale.
Roni Horn, a inizio anni Duemila, pubblica la serie intitolata Some Thames: l’artista londinese riesce a catalogare le increspature e la mescolanza delle acque del Tamigi per rappresentare gli intricati stadi emotivi che ciascuno di noi sperimenta nell’arco della vita.
Anche lo sguardo di Pupella si posa, in prima battuta, sull’acqua come elemento di creazione, nonché come specchio di una condizione umana sempre mutevole. Attraverso questi scatti “impressionisti” Pupella mette in fila memorie di luoghi e persone, con lo scopo ultimo di strutturare una nuova forma di oralità.
Spostandoci sul piano operativo, l’attenzione antropica mostrata da Silvano Pupella costituisce una scelta incisiva riconducibile alle avventure del maestro americano Alec Soth, raccolte nel celebre libro Sleeping by the Mississippi (2004). Seguendo il percorso di uno dei più estesi fiumi statunitensi - il Mississippi attraversa ben dieci stati, dai confini canadesi del Minnesota fino all’assolato sud della Louisiana - Soth tratteggia una panoramica dei sentimenti ponendoli in conversazione con ambientazioni dal sapore decadente.
Analogamente, Pupella colleziona le tracce di una relazione non sempre idilliaca, quella tra l’uomo e ambiente ospitante. Lungo le rive dei fiumi Cervo ed Elvo una vegetazione totalmente incontrollata fa da sfondo a una popolazione soltanto all’apparenza crepuscolare.
Perciò, volti acerbi o scavati dal tempo, accompagnati da personalità ordinariamente straordinarie,si presentano come tasselli di un più ampio mosaico comunitario.
Così facendo, Pupella realizza una narrazione capace di abbandonare l’anacronistica documentazione sviluppata nei contesti regionali, per abbracciare l’imprevedibilità dell’esplorazione. Emergono con forza tradizioni secolari, concepibili come archetipi dell’industrializzazione,
e i valori radicati nel tessuto cittadino finiscono per dare sostanza a un viaggio non solo volto alla scoperta dell’eredità del suolo biellese, ma anche di quello italiano.
A marcare la circolarità del tragitto di Pupella troviamo anche il contesto architettonico. Delle macerie urbane che, cullate dalla stasi paesaggistica, traducono in forma iconografica un approccio lento, riflessivo. Quasi fossimo stati risucchiati dalle scenografie calcificate di Gregory Crewdson, contenute nella serie Eveningside (2012-2021), anche qui l’impasto fotografico compone una sorta di ode all’archeologia del quotidiano.
Ciascuna architettura viene allora mostrata dall’autore come capace di scardinare l’individualità del singolo in funzione di una presa di coscienza collettiva.
Silvano Pupella non osserva in maniera distaccata ciò che ha di fronte, bensì si lascia coinvolgere dalle storie di cui è testimone, concorrendo a riscrivere il significato stesso di identità territoriale."
Alessandro Curti
Alessio Fusi
Un grazie particolare a Lauretana, Birrificio Elvo, Associazione Culturale Amici della Lana, Tintoria 2000,
Azienda Agricola Zaccaria, Cordar Biella che hanno reso possibile il progetto.
























